• Titolo: Lords of Dogtown
  • Anno: 2005
  • Genere: Azione
  • Durata: 107 Minuti

Trama: L’estate del 2005 potrebbe essere considerata per l’Italia, almeno sotto l’aspetto cinematografico, la nuova era dello skateboard, oggetto di culto ancora oggi a trent’anni dalla sua nascita. A solo un mese dall’uscita nelle sale del documentario “Dogtown and the Z-boys” diretto da uno dei fondatori degli Z-boys, viene distribuito “The Lords of Dogtown”, versione fiction del sentito e ammirabile atto d’amore di Stacy Peralta, qui sceneggiatore.
Lords of Dogtown fotografa quel magico momento degli anni’70 in cui, tre giovani surfers ebbero l’intuizione di trasferire il “volo sull’acqua” sull’asfalto di Venice Beach in California. L’epoca trasgressiva, il passaggio dalla sabbia allo status di “rich and famous”, la ribellione e la droga, investono i tre ragazzi che subiscono il conformismo di un paese in crisi di identità che fagocita anche chi ha grandi idee. L’unica soluzione è liberare l’energia su una tavola di legno e quattro ruote.
Viscerale, immerso nelle riprese acrobatiche sullo skate, il film della Hardwicke manca della poesia del documentario. Così come accade con il Rap, quando si perde il contatto con la strada, la realtà si trasforma e lo stereotipazione emerge consegnandoci una sensazione fittizia, non immediatamente percepibile da chi non ha provato l’ebbrezza dello skateboarding.
Lords of Dogtown rimane comunque un’interessante istantanea di un sogno che ancora oggi è vivo.